Domenica tranquilla come tante. Due giorni di semi relax dopo nottate fino a venerdì per un esame. Esco dal cinema con ste e sibi, un passo e siamo già sotto la pioggia. Che film ragazzi. Giuro il più bello della mia vita. Saluto entrambi, giro a destra per casa, ombrello sulla spalla, mp3 nelle orecchie. Cazzo che sfiga la batteria fa in tempo solo a farmi sentire un pezzo dei Marlene Kuntz prima di darmi la buona notte anticipata. Chissà forse è stato un bene, 15 minuti di cammino e 1000 pensieri che girano per la testa. Immagini del film che ritornano e che fanno pensare quanto al mondo ci siano persone che ti danno l'anima senza chiederti nulla in cambio e quanto di tante persone non vediamo che il loro aspetto esteriore. Mi capita spesso di guardare volti e cercare di capire il perchè di quell'espressione triste, ma sempre, superficialmente, resta un quesito posto a me stesso senza risposta. Giudizi dati senza averne il diritto. Quando poi un giorno qualcuno ti dice: "mamma mia, che brutta cosa è capitata oggi". Te la ricordi Ninetta, veniva sempre a casa a portarci il pane, la pizza del forno sotto casa, ogni tanto chiedeva di saltar la fila alle poste e allora portava le bollette di famiglia direttamente a casa, ma lo si faceva volentieri, era una bambina. Ingenuità mista ad uno sguardo sempre vispo e curioso. Sempre quando ero a casa, lei lo sapeva, la sentivo urlare, "dov'è Giuseppe? E' tornato l'amore mio". E quando la incontravi per strada con questi occhialoni grandi, aveva sempre voglia di scherzare e di giocare, era una bambina. Salutava chiunque di noi incontrasse anche 10 volte il giorno e da loro si faceva salutare il resto della famiglia. Sempre giososa e allegra come solo i bambini sanno essere.
"Madò giusè qualcuno l'ha trovata nel portone, era a terra povera bambina, non si muoveva più. Papà l'ha portata in ospedale, ma non ce l'ha fatta". Ninetta era una bambina gracilina e piccoletta, aveva dei grossi occhialoni che nascondevano occhi nerissimi, capelli corti e chiari. Era una bambina di circa 80 anni che non si vedrà più scorrazzare per nè per via San Lorenzo, nè via Cisterne. Vita strana, più solitaria che triste. Era una punta di zolfo e la gente il suo fuoco.
Pensieri e immagini volano alla velocità del vento e sempre questo benedetto film con i suoi colori a tornare in mente. E' vero certe persone arrivano e vanno via per altri luoghi troppo velocemente che fai fatica a renderti conto di cosa sia realmente successo in quei momenti. Certe persone sono fuoco, altre aspettano solo di essere accese e noi stessi sappiamo di esser fuoco per altre. Tendere una mano ad un amico, o fermarsi a parlare con chi non sembra se la passi troppo bene potrebbe insegnare molto più che mille libri. L'ho sempre pensato, ma confrontato a quante volte ho messo in pratica questa teoria per lo più sono rimasti pensieri. Già sento qualche amico dal Nord Europa sentenziare: "Ehi SuperMan, tenti ancora di salvare il mondo?" Chissà, alla fine è la stessa motivazione che ho spesso nello scrivere, a volte cose che nessuno leggerà mai, a volte cose per tutti o a volte solo per alcuni. Vorrei che ci si fermasse a pensare 2 minuti, 2 minuti al giorno sono più che sufficenti a riflettere sulle persone che ci sono accanto e quanto le nostre azioni potrebbero influenzare anche minimamente la felicità altrui. Io ci penso spesso, sia a chi vedo tutti i giorni, sia a chi non è proprio dietro l'angolo. Sono fatto così, a volte, forse, troppo sensibile.
"Come sempre è una questione di scelta..ma la felicità è realmente tale solo se condivisa" Into the Wild
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